«Libia 110 anni dopo. Appunti per ricordare (e non sbagliare)». Intervista a Mario Nanni, coautore del libro

opiniojuris.it ha intervistato Mario Nanni, coautore insieme ad Andrea Camaiora del volume, edito The Skill Press, «Libia 110 anni dopo. Appunti per ricordare (e non sbagliare)».

«Uno scatolone di sabbia, così venne definita la Libia da Gaetano Salvemini nel corso della guerra italo-turca. Eppure nel 1911 lo stato nordafricano è entrato a far parte della nostra storia e continua ad oggi ancora a essere, nonostante il caos ormai decennale, un partner con il quale dialogare e che nei prossimi anni aiuteremo a ritrovare la stabilità.
“La grande proletaria si è mossa’ è una pubblicazione che contribuisce alla memoria dei 110 anni dal conflitto italo-turco e della annessione della Libia. Una storia lunga, ripercorsa tramite aneddoti e retroscena meno conosciuti a più, e che riesce nell’obiettivo di far comprendere il quadro generale della Libia contemporanea. Ha risposto alle nostre domande uno dei due autori del libro, il giornalista Mario Nanni».

Come nasce il libro?
«L’idea del libro non è stata mia ma dell’amico Andrea Camaiora. Ne è venuto fuori un libro di 170-180 pagine che ricalca momenti particolari della storia del paese. Abbiamo trattato alcuni periodi. A partire dall’occupazione italiana, che ha dato origine alla pubblicistica, al cinema e alle canzoni d’amore, il tempo del fascismo e l’avvento di Gheddafi. Questo colonnello sconosciuto è diventato una specie di personaggio di riferimento per il mondo arabo».

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